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Non tutte le igieni dentali sono uguali.Per anni la pulizia dei denti è stata percepita come una procedura standard, spesso associata a fastidio o sensibilità. Oggi l’approccio è cambiato.Con il protocollo GBT EMS e la tecnologia AirFlow, l’igiene dentale diventa un trattamento più preciso, più delicato e soprattutto più efficace.Non si tratta solo di pulire. Si tratta di trattare il biofilm in modo mirato.
Nel cavo orale si forma continuamente un biofilm batterico.Non è solo placca. È una struttura organizzata di batteri, invisibile a occhio nudo, che aderisce alle superfici dentali e gengivali.È questo biofilm il principale responsabile di:
Il problema è che spesso non è visibile.E proprio per questo non viene rimosso completamente con le tecniche tradizionali.
Le tecniche classiche si concentrano principalmente sul tartaro.Ma il tartaro è solo una conseguenza.Il vero problema è il biofilm.Se il biofilm non viene identificato e rimosso in modo completo, il processo infiammatorio continua, anche dopo una pulizia apparentemente corretta. È qui che cambia l’approccio.
GBT (Guided Biofilm Therapy) è un protocollo clinico guidato.Non si basa su una pulizia “a sensazione”, ma su un processo preciso: il biofilm viene prima evidenziato, poi rimosso in modo selettivo, solo dove è presente. Questo permette un trattamento più controllato e meno invasivo.
AirFlow utilizza un getto controllato di aria, acqua e polveri finissime per rimuovere il biofilm.Non agisce in modo aggressivo sul dente. Agisce sul biofilm.Questo consente:
Non si tratta solo di migliorare il comfort.Il biofilm non controllato è alla base delle principali patologie dentali e gengivali.Se sono presenti:
significa che il controllo del biofilm non è efficace.
Il protocollo GBT è indicato per:
Un’igiene non mirata può lasciare residui di biofilm.Nel tempo questo porta a:
Infiammazione gengivaleProgressione della parodontiteAumento del rischio di carieInstabilità dei risultati estetici
La differenza non è nella pulizia in sé. È nella qualità del risultato.
Non è “meglio” in senso generico, ma più preciso.
Permette di rimuovere il biofilm in modo mirato e meno invasivo.
No.
È notevolmente più delicato rispetto alle tecniche tradizionali.
Rimuove macchie e pigmentazioni superficiali, migliorando la luminosità naturale, ma non è uno sbiancamento.
Dipende dal caso, ma generalmente tra 30 e 60 minuti.
Sì.
Proprio per la sua delicatezza è indicato anche nei pazienti più sensibili.
Dipende dal profilo del paziente, ma generalmente ogni 4–6 mesi.